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Documento tecnico misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nella ristorazione

 

in attesa dell'emanazione da parte della Regione Lazio delle linee guida più specifiche per l'adeguamento delle strutture, dei locali e tutto quello che concerne la salute dei lavoratori e dei clienti di tutto il comparto della ristorazione (documento atteso per oggi 15 maggio), nei giorni scorsi l'INAIL ha pubblicato il documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio SARS-CoV-2, tale publicazione, approvata dal Comutato Tecnico Scentifico per l'emergenza, mira a fornire degli elementi di valutazione sulle possibili scelte di rimodulazione e dei layout da applicare per il contenimento del virus, tutelare la salute dei lavoratori e dei clienti e agevolare il più possibile la ripresa e la ripartenza di tutto il settore.

Qui di seguito potete scaricare il documento pubblicato dall'INAIL

Allegati:
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INAIL TRATTAMENTI ESTETICI- 

L’attività di un centro estetico presenta caratteristiche diverse da quella del barbiere e parrucchiere anche se in entrambi si lavora a distanza ravvicinata dai propri clienti.
L’estetista lavora in ambienti generalmente singoli e separati (cabine) e le prestazioni tipiche comprendono già misure di prevenzione del rischio da agenti biologici alle quali ci si deve attenere rigorosamente nello svolgimento della normale attività professionale. Per quanto concerne le misure di sistema, le misure organizzative di prevenzione e protezione e le misure igienico-sanitarie si rimanda a quanto già riportato per i barbieri e parrucchieri, in linea generale.

Di seguito si riportano alcune indicazioni specifiche.
a. Durante i trattamenti estetici, i pannelli della cabina dovranno essere chiusi.
b. Nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria dovranno essere adottate

Ieri abbiamo riaperto il cantiere di ristrutturazione di questo appartamento a Roma. Cantiere sanificato e applicate tutte le procedure del Protocollo COVID-19 "Fase 2". i lavori riprendono!!!!!!!! se vuoi info e rimanere aggiornato sulle ristrutturazioni e sulla gestione della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro iscriviti al canale YouTube https://bit.ly/2xG042M

 

 

COVID-19 FASE 2 

PROTOCOLLO SICUREZZA AMBIENTI LAVORO

 

 

Protocollo Sicurezza Ambienti Lavoro: cosa succede dopo la crisi Covid 19? Come dovranno comportarsi le aziende?

Dovremo abituarci a nuovi protocolli di sicurezza, aggiornare POS e PSC e implementare nuove procedure: sicuramente quando le normali attività riprenderanno, ci sarà tanto da fare per consulenti della sicurezza, progettisti, committenti e direttori lavori.

La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione”. È questa la premessa del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Sindacati e associazioni di categoria, hanno sottoscritto il protocollo sabato 14 marzo su invito del presidente del Consiglio, dei ministri dell’Economia, del Lavoro, dello Sviluppo economico e della Salute: con l’obiettivo di evitare il blocco dell’operatività delle imprese in questa fase emergenziale, garantendo la tutela della salute dei lavoratori.

 

D.Lgs 81/08 “I costi della mancata sicurezza”

 Le aziende conoscono bene quali siano i "costi per la sicurezza", ma sono sicuro, che non conoscano altrettanto bene quelli derivanti dalla mancata sicurezza!
Cerchiamo di analizzare e comprendere bene tutti i costi previsti da normativa, quelli invisibili e quelli sociali 

La sicurezza in cifre: il quadro dell'INAIL

La consueta pubblicazione della relazione annuale da parte di INAIL con i dati concernenti l'andamento infortunistico e tecno patico nazionale delineano un quadro che si può definire quantomeno controverso.

I dati INAIL 2018
Nel 2018
, gli infortuni riconosciuti sul lavoro ammontano a poco più di 409'000 (ossia, il 4.3% in meno rispetto al 2017) con un 19% di eventi occorsi "fuori dell'azienda”, vale a dire con un mezzo di trasporto e/o comunque in itinere.

Le malattie professionali denunciate nel medesimo anno sono state all'incirca 59'500, il 2.6% in più rispetto al 2017, con un'attribuzione confermata al 37% e un residuo 3% ancora in fase d'istruttoria.

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