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Questo è un esempio di alcuni arredi realizzati con cartone completamente riciclato e senza l'utilizzo di colle.
Un piccolo contributo per salvare il nostro pianeta.

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Ieri ad un corso di formazione, durante una chiacchierata in pausa con il formatore, mi dice “……finalmente cominciamo ad avere delle normative sull’antincendio che riguardano le abitazioni civili private!!!” e mi accenna dell’entrata in vigore del decreto legislativo 25 gennaio 2019 che è entrato in vigore a metà maggio.

Rientro a studio e mi scarico il decreto e me lo studio e qui trovo una piccola rivoluzione nel mondo della sicurezza per la nostra incolumità! Cerchiamo di fare un sunto del decreto:

questo decreto integra il d.l.g. 16 maggio 1987 n. 246, e si applicana agli edifici di civile abitazione di nuova realizzazione ed a quelli esistenti alla data di entrata in vigore del decreto.

Questo decreto ha l’intento di limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, che interessano i vani, aperture, cavità verticali della facciata, di limitare la probabilità di incendio di una facciata e la successiva propagazione; evitare o limitare la caduta di parti di facciata che possono compromettere la messa in sicurezza degli occupanti e l’intervento dei soccorsi.

Questo decreto si applica agli edifici di civile abitazione di nuova realizzazione e per quelli esistenti che siano oggetto di interventi dopo l’entrata in vigore del decreto e che facciano interventi di rifacimento delle facciate per più del 50%.

Il Decreto raggruppa gli edifici di civile abitazione in 4 gruppi:

gruppo 0: per edifici con altezza antincendi da 12 a 24 metri;

gruppo 1: per edifici con altezza antincendi da 24 a 54 metri;

gruppo 2: per edifici con altezza antincendi da 54 a 80 metri;

gruppo 3: per edifici con altezza antincendi oltre gli 80 metri.

Gli interventi e le azioni da mettere in atto hanno un calendario ben preciso e vengono così suddivise:

  1. Due anni dalla data di entrata in vigore del Decreto per le disposizioni riguardanti l’installazione, ove prevista, degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza;
  2. Un anno dalla data di entrata in vigore del Decreto per le restanti disposizioni.

Di seguito metto le tabelle con tutte le specifiche per ogni categoria di immobili:

Gruppo 0   12 – 2 4 mt

Computi e funzioni

Responsabile delle attività

·         Identifica le misure standard da attuare in caso d’incendio (come sotto dettagliata);

·         Fornisce informazioni agli occupanti sulle misure da attuare in caso d’incendio;

·         Espone un foglio informativo riportante divieti e precauzioni da osservare, numeri di telefono sulle misure da per l’attivazione dei servizi di emergenza, nonché le istruzioni per garantire l’esodo in caso d’incendio, come previsto nelle misure da attuare in caso d’incendio;

·         Mantiene in efficienza i sistemi, dispositivi, attrezzature ed interventi di manutenzione;

Occupanti

In condizioni ordinarie:

·         Osservano le indicazioni sui divieti e precauzioni riportati nel foglio informazioni;

·         Non alterano la fruibilità delle via d’esodo e l’efficacia delle misure di protezione attiva e passiva;

in condizioni d’emergenza, attuano quanto previsto nel foglio informativo.

Misure da attuare in caso d’incendio

Le misure standard da attuare in caso d’incendio consistono nell’informazione agli occupanti sui comportamenti da tenere:

·         Istruzioni per la chiamata di soccorso e le informazioni da fornire per consentire un efficace soccorso;

·         Azioni da effettuare per la messa in sicurezza di appercchiature ed impianti;

·         Istruzioni per l’esodo degli occupanti, anche in relazione alla presenza di persone con limitate capacità motorie, ove presenti;

·         Divieto di utilizzo degli ascensori per l’evacuazione in caso di incendio, ad eccezione degli eventuali ascensori antincendio da utilizzare con le modalità di cui al D.M. 15 settembre 2015.

Nota: in attività caratterizzate da promiscuità strutturale, impiantistica, dei sistemi di vie d’esodo ed esercite da responsabili dell’attività diversi, le pianificazioni d’emergenza delle singole attività devono tenere conto di eventuali interferenze o relazioni con le attività limitrofe. In tali attività, devono essere previste planimetrie per gli occupanti indicanti le via d’esodo, installate in punti opportuni ed essere chiaramente visibili.

Gruppo 1    24 – 54 mt

Computi e funzioni

Responsabile delle attività

Organizza la Gestione della Sicurezza Antincendio:

·         Predisposizione e verifica periodica della pianificazione d’emergenza (come sotto dettagliata);

·         Informazione agli occupanti su procedure di emergenza da adottare in caso d’incendio e sulle misure antincendio preventive che essi devono osservare;

·         Mantenimento in efficienza dei sistemi, dispositivi, attrezzature e delle altre misure antincendio adottate, effettuando verifiche di controllo ed interventi di manutenzione, riportando gli esiti in un registro dei controlli;

·         Esposizione di foglio informativo e cartellonistica riportante divieti e precauzioni da osservare, numeri telefonici per l’attivazione dei servizi di emergenza, nonché riportate istruzioni per garantire l’esodo in caso d’incendio; tali istruzioni saranno redatte in lingua italiana ed eventualmente, su esplicita richiesta dell’assemblea dei Condomini o qualora l’Amministratore lo ritenga opportuno, potranno essere redatte anche in altre lingue fermo restando l’utilizzo di cartellonistica di sicurezza conforme alla normativa vigente;

·         Verifica, per le aree comuni, dell’osservanza dei divieti,  delle limitazioni e delle condizioni normali di esercizio;

·         Adozione delle misure antincendio preventive (come sotto dettagliato).

Occupanti

In condizioni ordinarie, osservano le disposizioni della Gestione della Sicurezza Antincendio, in particolare:

·         Osservano le misure antincendio preventive, predisposte dal Responsabile dell’attività;

·         Non alterano la fruibilità delle via d’esodo e l’efficacia delle misure di protezione attiva e passiva;

In condizioni d’emergenza, attuano quanto previsto nella pianificazione di emergenza, in particolare:

·         Attuano le procedure di allarme e comunicazione;

·         Attuano l’evacuazione secondo le procedure della pianificazione di emergenza.

Misure antincendio preventive

Le misure antincendio previste consistono in:

·         Corretto deposito ed impiego dei materiali combustibili, delle sostanze infiammabili liquide e gassose;

·         Mantenimento della disponibilità delle vie d’esodo sgombre e sicuramente fruibili;

·         Corretta chiusura delle porte tagliafuoco nei varchi tra compartimenti;

·         Riduzione delle sorgenti di innesco (es. limitazioni nell’ufo di fiamme libere senza le opportune precauzioni, divieto di fumo in aree ove sia vietato, divieto di impiego di apparecchiature elettriche mal funzionanti o impropriamente impiegate,…..);

·         Gestione dei lavori di manutenzione, e valutazione delle sorgenti di rischio aggiuntive, in particolare: operazioni pericolose (es. lavori a caldo,…..), temporanea disattivazione impianti di sicurezza, impiego delle sostanze o miscele pericolose (es. solventi, colle, infiammabili);

·         Valutazione dei rischi di incendio in caso di modifiche alle strutture, alle finiture, al rivestimento delle facciate, all’isolamento termico e acustico e agli impianti;

Pianificazione dell’emergenza

La pianificazione dell’emergenza può essere limitata all’informazione agli occupanti sui comportamenti da tenere. Tali informazioni potranno essere trasmesse anche semplicemente con avvisi in bacheca, ove presente, o secondo le modalità ritenute più opportune.

Essa dove riguardare:

·         Istruzioni per la chiamata di soccorso e le informazioni da fornire per consentire un efficace soccorso;

·         Informazioni da fornire alle squadre di soccorso intervenute sul posto;

·         Azioni da effettuarsi per la messa in sicurezza di apparecchiature ed impianti;

·         Istruzioni per l’esodo degli occupanti, anche in relazione alla presenza di persone con limitate capacità motorie, ove presenti;

·         Divieto di utilizzo degli ascensori per l’evacuazione in caso di incendio, ad accezione degli eventuali ascensori antincendio da utilizzare con le modalità di cui al D.M. 15 settembre 2005;

·         Ove presente l’impianto rivelazione automatica o manuale dell’incendio, dovranno essere previste apposite istruzioni di impiago e attivazione dell’allarme.

Nota 1: Sono fatti salvi gli adempimenti previsti dalla normativa vigente, per le aree indicate al punto 3 del D.M. 16 maggio 1987 n. 246, individuare quali luoghi di lavoro.

Nota 2: in attività caratterizzate da promiscuità strutturale, impiantistica, dei sistemi di vie d’esodo ed esercite da responsabili dell’attività diversi, le pianificazioni d’emergenza delle singole attività devono tenere conto di eventuali interferenze o relazioni con le attività limitrofe. In tali attività, devono essere previste planimetrie per gli occupanti indicanti le via d’esodo, installate in punti opportuni ed essere chiaramente visibili.

Gruppo 2    54 – 80 mt

Compiti e funzioni

Responsabile delle attività

Come per il livello di prestazione 1 ed in aggiunta:

·         Prevedere l’installazione di un impianto di segnalazione manuale di allarme incendio con indicatori di tipo ottico ed acustico, realizzato a regola d’arte;

occupanti

Come per il livello di prestazione 1

Misure antincendio preventive

Tutti gli adempimenti del livello di presentazione 1 ed in aggiunta i seguenti:

·         Impianto di segnalazione manuale di allarme incendio con indicatori di tipo ottico ed acustico.

Pianificazione dell’emergenza

·         In aggiunta a quanto previsto per il livello di prestazione 1, la pianificazione dell’emergenza deve contenere le procedure di attivazione e diffusione dell’allarme.

Gruppo 3 oltre 80 mt

Compiti e funzioni

Responsabile delle attività

Come per il livello di prestazione 2 ed in aggiunta:

·         Predisporre centro di gestione dell’emergenza conforme a quanto sotto dettagliato;

·         Designa il Responsabile della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA);

·         Designa il Coordinatore dell’emergenza (soggetto in possesso di attestati di idoneità tecnica a seguito di frequenza di corso di rischio elevato ex D.M. 10 marzo 1998);

·         Prevede l’installazione di un impianto Sistema di allarme vocale per scopi di emergenza (EVAC)a regola d’arte;

Responsabile della GSA

Pianifica e organizza le attività della GSA, di seguito indicate:

·         Predispone le procedure gestionali ed operative, relative alle misure antincendio preventive;

·         Aggiorna la pianificazione dell’emergenza;

·         Effettua il controllo periodico delle misure di prevenzione adottate;

·         Fornisce al Coordinatore dell’emergenza le necessarie informazioni e procedure da adottare previste nella pianificazione dell’emergenza;

·         Segnala al Responsabile dell’attività le non conformità e le inadempienze di sicurezza antincendio;

Coordinatore dell’emergenza

Sovrintende all’attuazione della pianificazione di emergenza e delle misure di evacuazione previste e si interfaccia con i responsabili delle squadre dei soccorritori.

·         Se presente in posto, collabora alla gestione dell’emergenza presso il contro di gestione dell’emergenza;

·         Se non presente in posto, deve essere immediatamente reperibile secondo le procedure di pianificazione di emergenza.

Occupanti

Come per il livello di prestazione 2.

Misure antincendio preventive

Tutti gli adempimenti del livello di prestazione 2 ed in aggiunta i seguenti:

·         Centro di gestione dell’emergenza;

·         Sistema EVAC realizzata a regola d’arte.

Pianificazione emergenza

In aggiunta a quanto previsto per il livello di prestazione 2, la pianificazione dell’emergenza deve contenere le procedure di attivazione del centro di gestione dell’emergenza.

Centro di gestione dell’emergenza

Il centro di gestione dell’emergenza è un locale utilizzato per il coordinamento delle operazioni da effettuarsi in condizioni di emergenza e può essere realizzato in locale anche ad uso non esclusivo (es. portineria, reception, centralino….).

Il centro di gesione dell’emergenza deve essere fornito almeno di:

·         Informazioni necessarie alla gestione dell’emergenza (es. pianificazioni, planimetrie, schemi funzionali di impianti, numeri telefonici …..);

·         Centrale gestione sistema EVAC;

·         Centrale di controllo degli impianti rilevanti ai fini antiche dio, ove presenti;

il centro di gestione dell’emergenza deve essere chiaramente individuato da apposita segnaletica di sicurezza.

Nota: il responsabile della GSA può coincidere anche con il Responsabile dell’attività

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Abbiamo eseguito il servizio fotografico di questo affascinate attico su lungotevere Flaminio, con il terrazzo con vista su Monte Mario, cupola di San Pietro e il Ponte della Musica.  

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Oggi affrontiamo la tematica Sicurezza in Cantiere: “Quando è obbligatorio nominare il Coordinatore Responsabile della Sicurezza?”.

Quanto il committente deve nominare il Coordinatore Responsabile della Sicurezza?  Che caratteristiche e requisiti professionali deve avere?

Due domande banali, ma giuste, che il committente si deve porre, e a cui cercherò di rispondere in maniera chiara e non ricorrendo ad elencare semplicemente leggi e articoli.

Partiamo dal presupposto che prima di iniziare qualsiasi tipo di cantiere ho incaricato un tecnico (geometra, architetto o ingegnere), che ha presentato tutta la documentazione necessaria di legge.

“Quando nominare il Coordinatore Responsabile della Sicurezza?”. Faccio alcuni casi più comuni che possono capitare nel campo delle ristrutturazioni: quando nel cantiere intervengano due ditte (anche artigiane o lavoratore autonomo) anche non contemporaneamente, quando si superano i 200 uomini/giorno, quando si eseguono lavori in quota (ponteggi o elevatori), oppure quando si eseguono degli scavi.

Facciamo alcuni esempi per spiegare meglio, il primo caso “più ditte” affido la ristrutturazione del mio appartamento ad una ditta, ma la ditta non ha al suo interno l’elettricista, quindi la ditta chiama un artigiano esterno e meglio io committente chiamo un elettricista. In questo caso devo nominare il Coordinatore Responsabile della Sicurezza;

secondo caso “supero i 200 uomini/giorno”, di seguito un piccolo schema di calcolo

  • Importo dell’opera da realizzare: 160 000 €;
  • Incidenza della manodopera, stima del 40% di 160 000 €: 0,4 * 160 000 = 64 000 €
  • Costo giornaliero di un operaio qualificato: stima di 176 €/giorno
  • Uomini-giorno (U-G) nel cantiere: Incidenza della manodopera / Costo giornaliero operaio: € 64 000/176 = 364 giornate (che complessivamente servono nel cantiere)
  • Numero di operai impiegati mediamente: (ad esempio) si stimano 3 operai impiegati mediamente al giorno
  • Durata dei lavori: U-G/n.operai medi = 364/3 = 121 giorni lavorativi

Risultato: a prescindere dal numero di imprese è obbligatorio nominare il Coordinatore Responsabile della Sicurezza poichè 364>200; inoltre abbiamo l'indicazione di una durata dei lavori di circa 121 giorni;

terzo caso “lavori in quota o scavi”, devi ristrutturare la facciata del tuo villino o del condominio? In questo caso serve sempre la nomina del Coordinatore Responsabile della Sicurezza, oppure devi fare degli scavi per impianti o una piscina che superino un metro e mezzo di profondità? Anche in questo caso ti serve la nomina del Coordinatore Responsabile della Sicurezza.

Questi sono i casi più frequenti in cui serve la figura professionale del Coordinatore Responsabile della Sicurezza, comunque confrontati sempre con il Professionista che ti dovrà gestire la ristrutturazione.

“Che caratteristiche e requisiti professionali deve avere?”, la risposta a questa domanda è molto semplice e facilmente verificabile, il Coordinatore Responsabile della Sicura è un geometra, architetto o ingegnere abilitato alla professione, che abbia frequentato il corso di 120 ore per ottenere la qualifica di Coordinatore Responsabile della Sicura e aver frequentato 40 ore di aggiornamento in materia di sicurezza negli ultimi 5 anni.

Qui sopra ho riportato solo alcuni casi, quelli più frequenti, in cui ti puoi imbattere, ma la materia è molto più complessa e articolata, comunque se vuoi basta chiedere e sarò molto più esaustivo e prolisso, con articoli di leggi, decreti legislativi e quant’altro il nostro politichese ci mette a disposizione………………

Ciao al prossimo articolo.

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